Recovery Plan: le nuove opportunità per la logistica

“La parte logistica e infrastrutturale del Piano va nella giusta direzione e riteniamo che ci siano tutte le condizioni affinchè il settore della logistica e dei trasporti possa davvero svolgere il ruolo di ‘sistema circolatorio’ dell’economia reale.” È quanto afferma Confetra-Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica in una memoria presentata dal past president Nereo Marcucci alla commissione Trasporti della Camera in un’audizione sul piano di ripresa e resilienza.

Il settore ha fatturato nel 2020 80 miliardi, secondo i dati illustrati, il 9% del Pil e conta 90 mila imprese e 1,5 milioni di addetti. “Il quantitativo di risorse complessivamente destinate alla missione pari a circa 32 miliardi di euro, oltre il 14% di quelle totali del Piano, è senz’altro importante ma è ben investito se si considera che ridurrà i 70 miliardi di diseconomie che derivano dai diversi gap del sistema logistico nazionale”, afferma Marcucci.

Il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza o “Next Generation Italia”, prevede per il settore dei trasporti una somma ingente, l’equivalente di una legge di Bilancio in tempi “normali”. La prima parte, dedicata a “Alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0”, si focalizza sulle grandi linee di comunicazione del Paese: in primo luogo quelle ferroviarie che saranno migliorate grazie all’installazione del sistema European Rail Traffic Management System (Ertms) sull’intera rete nazionale. Inoltre, sono previsti alcuni investimenti per la messa in sicurezza e il monitoraggio di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano maggiori criticità.

La seconda componente del Piano, o “Intermodalità e logistica integrata”, prevede un programma nazionale di investimenti per il sistema portuale «competitivo e sostenibile dal punto di vista ambientale per sviluppare i traffici collegati alle grandi linee di comunicazione europee». Tra le opere individuate ci sono nodi strategici per il nostro Paese: nel Settentrione c’è il Quadrante Nord Est con il tunnel base del Brennero e tratte di accesso al valico. Nell’area verrà completato il corridoio Scandinavia-Mediterraneo. Nel Centro Italia, invece, gli interventi riguarderanno la Orte-Ancona- Falconara, la Roma-Pescara e segmenti della dorsale stradale adriatica. Al Sud verranno migliorate le infrastrutture ferroviarie tra Basilicata e Calabria (con upgrade delle tecnologie di controllo dei treni consentendo l’utilizzo dei binari anche con l’alta velocità). Sempre alta velocità e alta capacità merci per la Salerno-Reggio Calabria che sarà collegata al nodo aperto nel 2009 sulla Roma-Milano-Torino. (ANSA)