Importanti novità per la logistica dei porti italiani, fra tecnologia e sostenibilità

L’adozione del cold ironing nei porti italiani, il cui avanzamento fino ad oggi è rallentato da molteplici ragioni – non ultima, la scorsa sostenibilità economica – potrebbe presto subire un’accelerazione.

Ad occuparsene saranno due veri ‘big’ dell’industria italiana, sia per dimensione che per ‘peso’ dell’azionista di riferimento, ovvero lo Stato tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze: si tratta di Fincantieri ed Enel. Ad annunciare il nuovo sodalizio è stato Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, che – intervenendo al primo annual meeting di AssArmatori, ha rivelato: “Non lo abbiamo ancora annunciato ufficialmente, ma stiamo lavorando con Enel per portare il cold ironing in molto dei principali porti italiani”.

Il sistema, che consente alle navi ormeggiate in banchina di allacciarsi alla rete elettrica terrestre, evitando cosi di mantenere in funzione i generatori di bordo durante le soste in porto e riducendo in tal modo le emissioni in atmosfera, non ha avuto finora molta fortuna a causa dell’elevato costo per gli utenti, che sono gli armatori. Motivo per cui, ha ribadito lo stesso Bono, “la sfida è mettere a punto un sistema di cold ironing davvero competitivo dal punto di vista economico. Altrimenti le navi poi non lo utilizzano”.

Dal comparto logistico arrivano altre importanti notizie, sempre riguardanti il fronte dell’energia e della sostenibilità. Pino Musolino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico Settentrionale, in occasione della quinta edizione del Forum di Cooperazione Internazionale dei porti della Via della Seta Marittima (in corso a Ninbo, Cina), ha infatti annunciato un progetto mirato alla decarbonizzazione della logistica portuale dell’Alto Adriatico. “Il corretto sviluppo intermodale della rotta della Via della Seta Marittima permetterà di decarbonizzare la catena logistica, abbattendo la Co2 prodotta di oltre 100 kg per ogni container movimentato attraverso l’alto Adriatico anziché attraverso il Northern Range (porti del nord Europa, ndr)”.

Musolino ha posto l’accento sulla sostenibilità: “Lo sviluppo sostenibile deve diventare un concetto trainante nella pianificazione delle attività portuali e il coinvolgimento delle città-porto è un passo fondamentale per migliorare i rapporti con i residenti in chiave di sviluppo collaborativo. Fonti energetiche rinnovabili e biocarburanti devono entrare nei porti, che dovranno essere sempre più attraversati da infrastrutture digitali e sempre più connessi con collegamenti intermodali che sfruttano il trasporto ferroviario e le vie d’acqua interne”..

I risultati di questa impostazione, che mira a creare valore aggiunto per il territorio di riferimento e a sostenere la produzione industriale veneta, hanno cominciato a emergere negli ultimi mesi con la riconferma della tratta oceanica operata dal consorzio “Ocean Alliance” che collega mensilmente l’Oriente con la Laguna. La firma di un memorandum d’intesa con l’autorità portuale del Pireo (a guida cinese) e l’attivazione di un collegamento settimanale Pireo-Venezia con Cosco Shipping. Il forum in corso a Ninbo sarà occasione anche per rafforzare le relazioni con primari attori internazionali già coinvolti in rapporti di collaborazione con i porti veneziani e per allacciare nuovi legami. (FONTI: Ansa/ADN Kronos)