I consumatori continuano a scegliere il cibo naturale

Anche tra gli scaffali del supermercato il consumatore cerca un cibo che evochi tecniche di produzione rustiche o artigianale. Sulla pasta ad esempio sono 824 le referenze di pasta che segnalano in etichetta “trafilato a bronzo” e il loro giro d’affari è aumentato nel 2018 del +5,9%, arrivando a superare i 142 milioni di euro.

Claim come “lievitazione naturale”, “estratto a freddo”, “essiccato” o “trafilato al bronzo” sono sempre più presenti sulle etichette dei prodotti alimentari venduti nella distribuzione moderna. A misurare il fenomeno ci ha pensato la nuova edizione dell’Osservatorio Immagino: sui 72.100 prodotti di largo consumo monitorati, ben il 3,0% evidenzia in etichetta la tecnica o una particolare procedura con cui è stato realizzato.

Tra le otto diciture in etichetta relative ai metodi di produzione rilevate dall’Osservatorio Immagino, solo due sembrano al tramonto: “estratto a freddo”, presente su 203 confezioni di olio extravergine di oliva, nel 2018 ha ottenuto 130 milioni di euro di vendite, ossia il 5,3% in meno rispetto all’anno precedente, benché resti il secondo claim per giro d’affari. L’altro è “affumicato” (presente soprattutto su salmone e formaggi) che, nello stesso periodo, ha perso il 3,4% del fatturato rispetto al 2017, arretrando a 24 milioni di euro.

A fronte di “vecchi” claim che segnano il passo, ne arrivano di nuovi che cominciano a farsi notare. L’Osservatorio Immagino li ha già intercettati, anche se hanno ancora piccoli numeri, e li segnala come fenomeni ad alto potenziale: sono i claim “gourmet”, “rustico”, “non raffinato” e “non fritto”.(ANSA).